SEMPLICEMENTE  FRATELLI” 
Percorsi di fraternità per la società italiana O.F.S.
PADOVA 28-30 MAGGIO 2010

DIARIO DELLA SORELLA GIO’

Primo risveglio

La nebbia accarezza i verdi colli umbri, mentre “sorella luna” dall’alto ci guarda col suo faccione tondo e pieno, sembra dirci con molta simpatia: Buon giorno fratelli, pace e bene al mondo intero!… Certo lei da lassù ne vedrà delle belle!…..Ci muoviamo per le strade della nostra Umbria ed ecco ci appare il lago Trasimeno mesto e silenzioso; le isole come grosse tartarughe si adagiano sull’acqua argentata e le ginestre, ai bordi dei campi,sorridono festose.
Le luci si spengono ad una ad una per non disturbare il nuovo giorno che sta per arrivare.
La strada si snoda diritta e longilinea, mentre banchi di nebbia si alternano come soffici nubi scese lentamente dal cielo.
L’alba esplode nei suoi magici colori e noi, con il canto delle lodi, eleviamo il nostro grazie a Dio Creatore che ogni dì compie meraviglie.
La giornata continua festosa, allietata dal canto: alla chitarra il nostro fratello Ottavio da Cannara  che si contorce  in maniera vertiginosa per entrare nello spazio obbligato, mentre la sua voce, vibra sonora raggiungendo i fratelli degli ultimi posti.
Seguono gli avvisi logistici di Maria, la nostra Ministra regionale che ci mette sull’attenti per gli orari della giornata e addirittura, vuole sapere i nostri dati anagrafici che dobbiamo trascrivere su un foglio tremolante, per il pullman in corsa.
“ Mi raccomando, scrivete chiaro e leggibile dice la Prof!… ma ho i miei dubbi, quale lingua risulterà? Sicuramente geroglifici da preistoria…anche se, per la nostra giovane età, la mano è ferma e sicura.
Poi cala un grande silenzio per una leggera “pennichella” molto dovuta data l’ora di partenza: 3 ore prima dell’alba!…
Dopo la sosta per un buon caffè ed un cornetto caldo di prima mattina, il nostro fratello Alfredo da Santa Maria degli Angeli viene al microfono per illustrare la figura di Antonio di Padova, il grande Santo chiamato “il martello di Dio”.
Non aggiungo altre notizie perché siamo prossimi al Santuario del Santo, per essere presenti anche se, non puntuali al convegno che ci attende : “ Semplicemente Fratelli “.
Tuona la voce di fratel Enzo Bianchi e non scherza con “la fraternità”: parole profonde, evangeliche, universali.
Fa un escursus biblico iniziando dalla creazione della prima coppia e quello che succede poi con Caino e Abele, il primo dramma della storia umana dopo il peccato dei nostri progenitori e così via… per mettere in evidenza la difficoltà nell’accettare l’altro, la diversità.
Conclude additando Francesco come esempio da seguire e da vivere: ieri, oggi, sempre.
Francesco “alter Christus”.
Ma il bello deve ancora venire:  si scatena una pioggia torrenziale, tuoni, lampi, noi, stanchi,bagnati, fradici, con le caviglie tremolanti, le gambe insicure, torniamo all’ Hotel, “La Risorta” ( nome che ci va a pennello), per vivere il fioretto della “perfetta letizia”.
Il pranzo pronto ed invitante ci mette allegria ma…i tempi sono corti: trasporto bagagli, sistemazione camere, una piccola sciacquatina, un caffè al volo e poi, via con il pullman verso Padova, per raggiungere il “Centro Congressi Papa Luciani”.
Nel grande salone, un teleschermo gigante, ci dà l’immagine di una tavola rotonda con noti relatori tra cui il sociologo De Rita che dialogherà con Padre Ugo Sartorio, direttore del “Messaggero di Sant’Antonio”, sul tema “Il bene di quel noi-tutti, la proposta francescana per una società fraterna” e ci illustrerà chiaramente la non allettante situazione politica italiana, che, accompagnata a quella economica ed etica, lasciano molto a desiderare.
Ma il francescano è chiamato ad accettare le sfide del presente per dare risposte vere, concrete, all’odierna società confusa e malata.
De Rita riporta la frase di un autore di cui non ricordo il nome ma che mi è piaciuta tantissimo: “Come si fa a definire che la notte finisce e il giorno comincia? quando scopriamo i lineamenti dell’altro”.
Tutto ciò va messo nel contesto delle relazioni che sicuramente potremo avere per farne oggetto di studio e riflessione nelle nostre fraternità.
Il diario continua:
al termine della interessantissima tavola rotonda, ritorno veloce ad Abano Terme all’ Hotel “La Risorta”.
Cena rapida senza cambiamento di “look”; ci aspetta il concerto in piazza della “Basilica del Santo” con Amedeo Minghi e Angelo Branduardi, che con le loro canzoni, animeranno la fresca serata di maggio fino a tardi.
La stanchezza è sparita, tutti vispi e pimpanti risaliamo sul pullman come una scolaresca vivace, curiosa, per sognare con la musica e le parole dei nostri famosi cantanti.
Il ritorno? Ore 23,00: nel pullman si ode una sola canzone dal titolo il “Tragico Lamento”: mio Dio le gambe!, i piedi non li sento!… la mia schiena è a pezzi!… fatico a tenere gli occhi aperti!… e così via; povero Francesco, il nostro carissimo autista, che insieme al giovane Marco ci hanno pazientemente sopportato.
Ma quando si è deliziosamente stanchi, abbondano risate e commenti vari che non riferisco se non in privato!
Il sonno poi ristora la nostra stanchezza per vivere in pienezza la Domenica, “il giorno del Signore e il riposo dell’ uomo”.
Dopo una lauta colazione, ci avviciniamo alla Basilica di Santa Giustina per partecipare alla Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc.za Calogero Peri Vescovo di Caltagirone del quale riporto alcune frasi dell’ omelia:
“Ci sentiamo interpellati dalle urgenze del nostro tempo, siamo qui perché vogliamo dare delle risposte concrete con il valore dell’accoglienza, del dialogo, delle differenze, per liberarci dall’egoismo e dall’individualismo molto pericolosi e trascinanti.
Siamo chiamati a rispondere alla sfida della globalizzazione con la fraternità universale; questo sforzo lo chiediamo ai francescani, perché passino dal Vangelo alla vita , dalla vita al Vangelo.
Dobbiamo farci compagni di viaggio a chi fatica a camminare per essere “Semplicemente fratelli”.
Durante la celebrazione, la Basilica è colma di luci per le riprese in diretta su Rai Uno, ovunque guardo, vedo visi attenti, sorridenti, il sole è tornato a risplendere, un clima di pace e di comunione abbraccia la grande famiglia francescana qui convenuta con circa 2000 partecipanti provenienti da tutt’ Italia, per scoprire e vivere lo slogan “Semplicemente Fratelli”.
Dopo il pranzo lautamente consumato e ben gustato, riprendiamo la via del ritorno ammirando i famosi “Colli Euganei” che sfilano dinnanzi ai nostri occhi,  illuminati dal sole.
Portiamo tutti nel cuore un’esperienza viva, vissuta con gioia nel nome di Cristo e di Francesco.
Termino il diario con i ringraziamenti ma non di circostanza , vuole essere un grazie sentito e partecipato dal profondo del cuore prima al Signore, poi a tutti coloro che si sono impegnati per la riuscita dell’evento.
Sicuramente porterà i suoi frutti, lo speriamo e lo vogliamo; il documento che sarà consegnato dal nostro ministro nazionale dell’OFS Failla sia alla C.E.I.  che al Parlamento italiano ed alle varie istituzioni, sarà oggetto di attenzione, riflessione ed avrà risonanze concrete.
Un grazie di cuore alla cara sorella Maria, ministra regionale che insieme a Frate Danilo da Farneto e Padre Francesco da Foligno ci hanno guidati, sostenuti, per vivere l’evento “semplicemente fratelli: percorsi di fraternità per la società italiana”,  con spirito francescano, condiviso nella gioia.
Un abbraccio a tutti,  fratelli e sorelle,  perché camminando insieme per le strade del mondo, possiamo annunciare la buona novella, come Francesco 800 anni fa con la gioia, il dialogo, la pace, l’amore per “ricostruire il tessuto della fraternità”.

Un abbraccio a tutti

Sorella Giò